Uscendo dal ritiro Zen di Dicembre-Gennaio

Il ritiro Zen cominciato l’ultimo giorno dell’anno appena andato è terminato oggi, il primo giorno dell’anno appena venuto. Non possiamo quindi esimerci dall’augurare a tutti un Buon Anno Nuovo, anche se sappiamo che sarà uguale a quelli già passati: denso di gioie e di dolori.
Sta a noi attraversarli entrambi, con animo consapevole ed illuminato.

Il suono del gong
assai di rado è uguale
e mai è diverso

Riceviamo e aderiamo

4 NOVEMBRE, OBIETTIAMO

alla reintroduzione della leva obbligatoria

Anche quest’anno in occasione del 4 novembre, festa delle Forze Armate, istituzioni e apparati militari si preparano ad esaltare la guerra e il militarismo secondo la narrazione della “vittoria” della Prima Guerra Mondiale, una “inutile strage” il cui bilancio finale per l’Italia fu di oltre 650.000 soldati uccisi e più di un milione feriti, dei quali molti con gravi mutilazioni. A questi si aggiunsero più di 600.000 vittime civili a causa di bombardamenti e occupazioni militari, carestie ed epidemie. La maggior parte delle vittime erano contadini ed analfabeti esclusi dal diritto di voto e obbligati a farsi ammazzare o a uccidere nemici che non conoscevano, da un governo che li considerava solo carne da cannone. La guerra non risolse i problemi dell’Italia, anzi ne creò di nuovi e favorì l’avvento del fascismo. Anche l’Europa di allora si trovò davanti a conseguenze terribili, crisi economiche e sociali, con l’affermarsi del nazismo, militarista e razzista. Tutto poi precipitò nel disastro della Seconda Guerra Mondiale.

Attorno alla data del 4 novembre, ripristinata anche come Giornata dell’unità nazionale per intensificarne la portata, non c’è solo una distorta celebrazione storica ma anche il tentativo di una vera e propria propaganda bellica che si riversa nelle scuole e in molte (per fortuna con le debite eccezioni) celebrazioni istituzionali. Una propaganda tanto più insopportabile nel periodo che stiamo attraversando, che vede guerre sanguinose in varie parti del mondo, e due alle porte d’Europa, in Ucraina e Palestina, molte delle quali con un coinvolgimento diretto della produzione bellica italiana. Una propaganda che si intensifica anche per nascondere i conflitti interni fatti di impoverimento generale, aumento delle spese militari, repressione militarizzata nelle città imposte con zone rosse e decreti sicurezza, repressione del dissenso.

Purtroppo oggi soffia un nuovo vento di guerra. Giornali e mezzi di comunicazione sempre più spesso danno voce a iniziative di riarmo e di sostegno ad una mentalità bellicista e di allarme internazionale. I governi europei vogliono che i popoli si preparino alla guerra, anche reintroducendo il servizio militare obbligatorio, per tutti i giovani. L’ultimo in ordine di tempo è stato quello della Croazia, che segue la decisione già presa in Norvegia e Svezia. La Francia sta spingendo per allargare il reclutamento per il servizio militare volontario, come sta avvenendo nei Paesi Bassi. La Germania ha già approvato una Legge che favorisce e facilita il reclutamento, per ora volontario, nelle file dell’esercito.

E in Italia? Il dibattito è aperto e già si parla di attivare una forza di riserva, per arrivare ad un modello autonomo di difesa militare europea che considera la possibilità generalizzata di un servizio militare per donne e uomini come obiettivo di adeguamento numerico delle forze armate. L’Europa pensa alla leva per tutti come un passo necessario nel processo politico di unificazione militare europea e strategia di rafforzamento della cittadinanza nella difesa comunitaria. Questo atteggiamento è gravissimo: la prospettiva di una “guerra perpetua” con armi convenzionali e milioni di vittime civili o una irrimediabile catastrofe nucleare con lo sconvolgimento della civiltà e del pianeta.

Da tempo il Movimento Nonviolento ha trasformato la giornata del 4 novembre in un’importante occasione di riflessione e opposizione a tutti gli eserciti, contro tutte le politiche di riarmo, a sostegno degli obiettori di coscienza e dei disertori di tutte le guerre.

4 Novembre, non festa ma lutto” è stato ed è il nostro slogan da opporre alla retorica patriottarda.

La nostra proposta è la Campagna di Obiezione alla guerra, per dire no alla chiamata alle armi, alla mobilitazione militare, all’ipotesi di ritorno della leva obbligatoria. Ci dichiariamo da subito obiettori di coscienza, invitando tutti a sottoscrivere la Dichiarazione di obiezione di coscienza per respingere il disegno di chi vuole obbligare i nostri giovani a prendere il fucile e vestire la divisa.

Movimento Nonviolento

Non tutti

Da semplice ex-studente di Ca’ Foscari prendo la parola e dico: “Fiano deve poter parlare”. E il fatto che ci sia bisogno di affermarlo, il fatto che non sia una cosa ovvia e normale dimostra chiaramente che la libertà non è mai acquisita una volta per tutte, non è mai un trofeo che qualcuno possa esibire in una teca, ma è un’azione costante e quotidiana di responsabilità.

(da La Repubblica, 30 Ottobre 2025)

Ecco

“Ecco: io vi mando come agnelli

in mezzo ai lupi”

disarmati in mezzo alle armi,

a rendere testimonianza

della strage degli innocenti

ebrei e palestinesi

armeni e nativi

africani

asiatici

europei

latini.

Non sarà l’orrore

a scrivere l’ultima parola.

Uscendo dal ritiro Zen di Settembre

Sedersi in Zazen
non è un atto di repressione
ma di liberazione.

Piuttosto che reprimere i pensieri
lasciateli cavalcare nelle vaste praterie.

Lasciateli galoppare in tutte le direzioni.

Quando i puledri sono stanchi
troveranno la loro calma.

Tutto quello che noi facciamo
è sedere e respirare nella coscienza
che tutto sente, tutto avverte.

 

CALENDARIO PRATICA ZEN 2025-2026

“Tutto è impermanente nel “mondo fluttuante”, e noi non siamo un’eccezione. La nostra età ne porta i segni e i relativi acciacchi. Tuttavia, e finché è nelle nostre possibilità, siamo qui a proporre un nuovo anno di pratica, che è come un fiume incessante che attraversa anche l’impermanenza e ci consente di essere ovunque nell’universo, senza mai allontanarci da casa”.

Se scrivevamo questo l’anno scorso, a maggior ragione quest’anno.

CENTRO ZEN di BRESCIA – CALENDARIO dei Lunedì di pratica zazen 2025-2026

  • La pratica collettiva si svolge tutti i lunedì, non festivi o prefestivi, dall’ 8 settembre 2025 al 29 giugno 2026. Con l’eccezione, quindi, del:
  • 8 Dicembre (Festivo)
  • 29 Dicembre (sostituito dal ritiro di Capodanno)
  • 05 Gennaio 2026 (Ponte Epifania)
  • 06 Aprile (Lunedì di Pasqua)
  • 01 Giugno (Ponte Festa della Repubblica)

Orario: dalle ore 20 alle ore 21

Sede: ARCI, Via Scuole, 34 – Q.re S.Bartolomeo – Brescia

Responsabile del Centro e della pratica: Claudio Ryushin Bedussi

Responsabile Segreteria: Anna Shinen Rondini

Note e regole di base:

1 Presentarsi puntuali alla pratica, cioè almeno cinque minuti prima.

2 – Chi fosse in ritardo è pregato di meditare silenziosamente nello spazio fuori dalla sala e di entrare, senza disturbare, nello zendo (sala di pratica) dopo il kinhin (meditazione camminata) e prima della seconda sessione di zazen.

3 – Indossare abiti comodi che non siano d’impaccio alla pratica.

4 – Tenere un comportamento rispettoso nello zendo. Mantenere il silenzio e seguire prontamente le indicazioni per la pratica.

5 – Pagare puntualmente, ad inizio mese oppure in un’unica soluzione, il contributo spese mensile per l’affitto della sala e la tessera ARCI ad inizio anno. La quota è rimasta la stessa dell’anno scorso.

6 – Ognuno può invitare amici o conoscenti alla pratica, ma è necessario avvisare prima il responsabile del Centro.

7 – Fin dal piede d’entrata, ad ogni passo, gesto e respiro prestare attenzione, esercitare consapevolezza, rimanere ben presenti e in ascolto poiché la Realtà, al di là di ogni tentativo di cercarla “qua e là” e di afferrarla con “questo o quello”, è continuamente manifesta e anche noi ne siamo l’espressione.

Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI



EREMO ZEN “LA LOVERA” – CALENDARIO GIORNATE DI PRATICA ZAZEN-KOAN 2025-2026

  • 27-28 Settembre
  • 25-26 Ottobre
  • 22-23 Novembre
  • 31 Dicembre 2025 – 1 Gennaio 2026
  • 21-22 Febbraio
  • 28-29 Marzo
  • 18-19 Aprile
  • 23-24 Maggio
  • 20-21 Giugno

Note:

Tutti sono invitati (ma i posti sono limitati).

1 – E’ possibile partecipare alle giornate di pratica solo previo colloquio personale col responsabile della pratica. Chi fosse intenzionato, richieda il colloquio almeno una settimana prima.

1.1 – Chi ha già partecipato alle giornate di pratica è esentato dal colloquio, ma è bene che avvisi della sua adesione almeno tre giorni prima.

2 – Massima unità d’intenti, silenzio assoluto (salvo le comunicazioni di servizio), rispetto e non disturbo della pratica dei compagni non sono regole, ma comportamenti spontanei di chi è immerso profondamente nella pratica. Il silenzio, in particolare, non è il silenzio di un divieto calato dall’alto che incombe come una cappa pesante sui presenti, ma la conseguenza ovvia di chi sta lavorando assiduamente con la sua mente e non pensa minimamente a fare due chiacchiere. Per quelle c’è tutta la vita.

3 – I colloqui sono importanti: il responsabile fa tutto quello che è in grado di fare, alla luce della sua esperienza, per aiutare il praticante. È un amico, un compagno, un fratello, un bodhisattva nell’esercizio delle sue funzioni, e può essere d’aiuto solo all’interno di un rapporto di grande fiducia.

4 – Il koan è parte integrante della pratica zen. Non è un optional o un post di facebook al quale apporre “mi piace”, “non mi piace”. Se viene dato bisogna lavorarci.

5 – In caso di difficoltà a raggiungere l’eremo, o di inagibilità temporanea dei servizi, le giornate di pratica si terranno al Centro di Via Scuole, 34 Brescia. In tal caso, tutti saranno informati con apposito comunicato.

6 – Non è previsto nessun contributo spese a carico dei partecipanti, ma ogni offerta in tal senso, anche minima, è sempre bene accetta.


Per contatti chiamare: 339.30.85.860, oppure andare alla pagina CONTATTI

Gassho a tutti gli esseri

6-8 Agosto 1945

Disertate la guerra, uomini e donne

Disertate la guerra uomini e donne,
ma non la lotta, perché la scelta
non è fra armi e resa.

Se ti affidi alle armi 
basta che le tue armi perdano
per essere sconfitto.

Affidati alla libertà,
al senso di giustizia, alla pace

e la tua lotta sarà
in ogni istante una vittoria.